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Il lavoro cambia l'agricoltura

IV° congresso nazionale Alpaa - Scilla, 22-23 novembre 2018

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Comunicato Stampa Alpaa del 16 novembre 2018

Logo IV° Congresso Nazionale dell'Alpaa - Scilla 22-23 novembre 2018

Il 22 novembre prossimo, a Scilla, in occasione del IV Congresso dell’ALPAA, dopo la proiezione del film-documentario “Il Volo”, si terrà una Tavola Rotonda sul tema: “Modello Riace: Rinascita delle aree interne, Migranti, Ruolo della PAC”

Coordina: Claudio Gabriele - Produttore del Film Introduce Gino Rotella - Presidente ALPAA Intervengono:
Domenico Lucano - Sindaco di Riace

Angelo Frascarelli - Professore Università Perugia
Andrea Cozzolino - Europarlamentare
Alfonso Pascale - Esperto Agricoltura Sociale
Mauro D’Acri - Consigliere Regionale delegato politiche agricole Angelo Sposato - Segretario Gen. CGIL Calabria

Conclude: Gianni Mininni - Segretario Nazionale FLAI-CGIL

L’appello lanciato da un gruppo di intellettuali “contro la politica della paura e dell’odio” e il film di Wim Wenders, sollecitano una riflessione per indicare nell’esperienza di Riace una prospettiva possibile al tema dell’immigrazione, dell’integrazione e della riattivazione sociale ed economica delle aree interne.

In effetti, il rapporto tra migrazioni, agricoltura e aree rurali, con l’intervento delle istituzioni locali, può rappresentare una concreta opportunità di integrazione sociale e di sviluppo del territorio.
Ciò richiede una maggiore determinazione nella gestione della Pac, orientando idonee risorse alla costruzione di nuove identità delle aree interne mediante l’attuazione di strategie integrate e approcci multisettoriali volti a promuovere investimenti, attività autonome, innovazione, occupazione e inedite politiche agricole e rurali.

Una prospettiva che poggia non solo sul valore della solidarietà nei confronti di chi fugge per le più diverse ragioni dalla propria terra, ma per “costruire un inserimento stabile e cooperativo”, fatto di “relazioni umane durevoli, fondate su nuove economie che gioverebbero all’intero Paese.”

Si ricorda difatti come lo squilibrio strutturale nella distribuzione territoriale della popolazione a detrimento delle aree interne, “l’osso dell’Appennino, soprattutto al Sud”, in completo stato di abbandono, rappresenti un grande problema per l’Italia.
Il venir meno delle popolazioni autoctone, che incide pesantemente sul controllo del territorio e dei fenomeni erosivi, ma anche sull’insieme dei servizi basilari (trasporti, scuole, sanità, commerci, piccoli allevamenti, agricoltura, ecc.) potrebbe essere risolto dall’insediamento di “nuovi cittadini”, italiani di adozione, disponibili ad assicurare la rinascita di quelle aree, creando “una rete di attività e al tempo stesso un mondo di relazioni umane."

Roma, 16 novembre 2018

dichiarazione stampa in formato pdf

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