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Comunicato stampa del 19 aprile 2017 Luigi Rotella Presidente nazionale ALPAA - MANIFESTAZIONE VILLA SAN GIOVANNI

Con la manifestazione di oggi, a Villa San Giovanni, poniamo per prima cosa un problema di democrazia che riguarda la rappresentanza e la rappresentatività nel settore della pesca.
Molte parole si dicono e si son dette sulla pesca e in particolare sulla piccola pesca, ma i fatti sono sotto gli occhi di tutti. E' palese l'assenza di una strategia politica sulla pesca: non è indicato un futuro, un orizzonte credibile, e nessuno - parlo della piccola pesca - vuole più investire in un settore senza una prospettiva.

Molti parlano a nome della piccola pesca, assai pochi evidentemente sono interessati davvero a delineare un progetto di crescita del settore, mentre le risorse europee sono state assolutamente mal gestite. Non è frutto del caso se il settore ha subito negli ultimi anni pesanti limitazioni e restrizioni tali da ridurre notevolmente l'occupazione e la flotta di pesca.

Basti pensare alla gestione delle quote di pesca del tonno rosso, dalle quali sono escluse intere marinerie e, in particolare, la piccola pesca a favore di solite poche imbarcazioni. Uno scempio che probabilmente interesserà prossimamente anche la pesca del pescespada.

Restrizioni a volte senza una logica, come quella dell'alalunga - un tunnide che pur non essendo  in sofferenza, incredibilmente, si cerca di pianificare, con il risultato di impedire la stessa attività di pesca.

Gli esempi potrebbero continuare per indicare limiti e vincoli – spesso mal gestiti – che hanno letteralmente “decimato” intere marinerie, a partire dal bando delle derivanti della cui applicazione si stenta a capire la ratio: Perché? Quali benefici ha prodotto sugli stock ittici, qualcuno può dirlo? Il divieto assoluto, senza regolamentazione, della pesca al novellame di sarda ha portato ad un aumento dello stock? Qualcuno può rispondere?

E infine il nuovo sistema sanzionatorio. La nuova legge è iniqua.

Non chiediamo impunità contro chi viola la legge: anzi chiediamo più controlli per il rispetto della legalità; non siamo contrari all’inasprimento delle pene a carico di chi viola le regole comuni, a condizione che siano pene “effettive, proporzionate e dissuasive, calcolate in base al valore dei prodotti della pesca ottenuti commettendo un’infrazione grave”. Lo dice L’Europa. Ma l’Italia non lo fa.

Cosa chiediamo? Chiediamo al MIPAAF di comporre un tavolo di confronto permanente, aperto anche alla rappresentanza della piccola pesca, per affrontare le criticità del settore; la gestione delle quote; il nuovo sistema sanzionatorio. Alle regioni, invece, diciamo che non è più tempo, se mai lo è  stato, di sprecare le risorse europee, o peggio di non spenderle – com’è successo nel recente passato – chiediamo perciò che siano espressamente ricondotte a sostenere progetti mirati a sostenere il settore, in particolare della piccola pesca, in un percorso di crescita e di sviluppo.

Luigi Rotella Presidente nazionale ALPAA

comunicato stampa in formato pdf

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