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Il lavoro cambia l'agricoltura

IV° congresso nazionale Alpaa - Scilla, 22-23 novembre 2018

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ELETTO IN SICILIA IL DIRETTIVO E IL PRESIDENTE REGIONALE ALPAA

Si è tenuta a Palermo l'Assemblea costituente dell'ALPAA regionale della Sicilia, che ha eletto Nuccio Massimino presidente regionale. All'Assemblea hanno partecipato il segretario generale regionale della Flai, Totò Tripi e il Segretario generale regionale della CGIL, Michele Pagliaro, ed è stata conclusa dal Presidente nazionale, Gino Rotella.

Sintesi dell'intervento del Presidente nazionale dell'ALPAA.

Abbiamo il dovere di rilanciare ALPAA, per dare voce e forza alle figure miste, ai piccoli produttori agricoli e agli operatori della piccola pesca che, più degli altri, stanno pagando il costo della crisi e delle contraddizioni del settore primario del nostro paese.

Da come viene raccontata, l'agricoltura sta vivendo una stagione di relativo benessere. I dati tenderebbero a confermarlo. Ma i conti non tornano.

Nel 2015 il valore aggiunto è cresciuto del 5,6%, l'occupazione del 2,2% ed è  aumentata, tranne che nel Nord-Ovest (-1,1%), la produzione (al Sud +5,9% e al Centro +3,5%). In aumento anche l'indicatore di reddito agricolo (+ 6,2%). L'agricoltura è in "buona salute", assai meno invece lo sono i produttori agricoli. Non a caso registriamo un profondo malessere nelle campagne e nelle aree rurali e costiere del paese. Tutto ciò accade perché  i dati statistici colgono il complesso e non i particolari della complessità agricola italiana, dove persiste una forte asimmetria, anche in termini di potere, tra i diversi soggetti che operano nelle stesse filiere produttive a favore di aree e settori di certo benessere e a danno di quelli - molto ampi - condannati alla marginalità. Sono i fatti a parlare da soli. Basti osservare ciò che sta accadendo in questa stagione nelle filiere del pomodoro da industria e delle cerealicoltura. Gli accordi di filiera sono sempre più insopportabili, a danno dei produttori agricoli, in particolare di quelli più piccoli ed esposti alle fluttuazioni di ogni genere.

Nelle prossime settimane intensificheremo la nostra attività in due direzioni: rafforzare e riqualificare i servizi da offrire ai nostri associati e, soprattutto, riprendere l'azione politica sul versante della rappresentanza dei piccoli produttori agricoli e delle figure miste al fine di farli riconoscere sotto il profilo giuridico per far cessare l'evidente discriminazione cui sono soggetti sul piano normativo. Intensificheremo inoltre la nostra azione per creare comunità di sostegno alle piccole attività contadine e della pesca in una prospettiva di modernizzazione e di sviluppo delle aree rurali e costiere.

Il settore primario ha bisogno di un profondo cambiamento a partire da concrete politiche basate su tre essenziali punti: Il capitale umano, per riqualificare gli operatori agricoli e della pesca, e per non lasciarli soli (a produrre con quali metodi? con quali strumenti? con quali risorse?); Rilanciare l'agricoltura e la pesca con adeguate politiche volte al mantenimento e alla tutela del territorio, dell'ambiente, del mare, delle lagune, dei laghi, del clima, della bellezza del paesaggio, da intendere come beni comuni; Ridare senso alle organizzazioni di filiera per renderle semplici e trasparenti. Non basta avere prodotti di qualità, se poi non si riesce a venderli con una equa remunerazione. Non basta decantare il made in Italy e le eccellenze italiane se il profitto resta nelle mani dei manipolatori e non di chi produce. In tutto ciò risiede l'essenza della nostra ristrutturazione organizzativa.

 

20 luglio 2016

 

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