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Comunicato stampa ALPAA 21 ottobre 2016

PESCA
LE CONTRADDIZIONI DEL DECRETO PER LA GESTIONE DELLA "FOSSA DI POMO"

Apprezziamo la tempestività dell’ultimo intervento del MIPAF, assunto direttamente dal sottosegretario competente (a segnalare la straordinarietà dell'atto) che autorizza la ripresa dell'attività di pesca nell’area della Fossa di Pomo, anche se permangono forti perplessità e serie preoccupazioni sull’efficacia delle misure, in particolare per quanto riguarda la tutela delle specie ittiche e il lavoro dei pescatori.

L’eccessivo entusiasmo di alcuni ambienti del settore mal si concilia con la necessità di salvaguardare le già risicate riserve peraltro in uno dei bacini più rilevanti per l’economia marina del Mediterraneo.
Certamente i pescatori abilitati storicamente a pescare in quella zona saranno felici e contenti, e noi con loro. Ma è una esultanza a breve periodo giacché si tratta di una scelta miope che non guarda lontano, perché così facendo si continua a intaccare le risicate riserve.

Il divieto di pesca scaduto il 16 ottobre scorso andava superato ma con ben altri intenti, immaginando che la garanzia e la dignità del lavoro passano da una più incisiva salvaguardia di quel bacino nursery che rappresenta uno dei punti nevralgici per l’economia ittica non solo di quella zona, soprattutto da quando è divenuta zona di tutela biologica.

Non si può segare il ramo su cui si è seduti. Il rischio c'è, e si annida tra le contraddizioni del provvedimento del governo: da una parte si ipotizzano, senza specificarle, "ulteriori urgenti misure di gestione... per lo sfruttamento delle risorse”, dall’altra anziché ridurre lo sforzo di pesca sostenendo la categoria con azioni preventive, dunque compensative tese a garantire redditività e occupazione, si persegue la strada fallimentare dell'incremento esasperato delle attività repressive e sanzionatorie.

Presidenza ALPAA Pesca

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