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19 Febbraio 2016

L’Italia approva nuove regole contro la pesca illegale e cede alla Francia importanti aree di mare italiane - Dichiarazione del Presidente dell’ALPAA -

Condividiamo e sosteniamo quanti in Parlamento si sono battuti e continueranno a farlo per raggiungere il traguardo, posto inizialmente dall'on. Vennitteli del PD, che introduce nell'ordinamento italiano una norma che contrasta il bracconaggio ed equipara la tutela dell'ambiente e della fauna ittica delle acque interne a quelle marine costiere.

Il traguardo ottenuto nel Collegato agricolo contro la pesca illegale è un notevole successo. Lo condividiamo e lo sosteniamo perché per una associazione di piccoli pescatori come ALPAA, applicare il Codice di condotta per la pesca responsabile della Fao, è un segno distintivo. Abbiamo altresì il dovere di affermare la necessità e l'urgenza, contestualmente all'applicazione delle regole e dei vincoli di pesca per una gestione razionale delle risorse, di investire sulla piccola pesca (categoria che rappresenta, peraltro, oltre i 70 per cento della flotta del Mediterraneo) nel suo apporto specifico della multifunzionalità e del suo minore impatto ambientale.

Su tali aspetti registriamo un ritardo che va urgentemente colmato, cosi come va corretto l’intervento a gamba tesa della Francia che applica il trattato bilaterale firmato in sordina con il governo italiano il 21 marzo del 2015 a Caen, ma non ancora ratificato dal Parlamento italiano e da quello europeo, quindi non operativo, che non disciplina solo i confini marittimi, ma modifica le modalità e criteri di sfruttamento delle risorse marine: non è sano né corretto applicare la teoria dei due tempi.

Chiediamo, pertanto, al governo, nell'attuale fase transitoria, di attivare ogni azione per tutelare i pescatori liguri e sardi, e impedire alle autorità francesi di procedere, come recentemente accaduto, al respingimento e al fermo di imbarcazioni italiane. Chiediamo infine a tutte le forze politiche e al parlamento di correggere, in sede di ratifica, un accordo clandestino e punitivo per i pescatori italiani costretti a pagare, chi sa per quali accordi, ai pescatori francesi, decine di miglia di acque territoriali al largo delle coste liguri, della Sardegna, in particolare della pescosissima "Fossa del Cimitero", il "paradiso" dei gamberoni rossi, che rappresenta un tratto di mare dove incide la pesca pelagica: dal pesce spada alle ricciole. In attesa che la diplomazia intervenga a dipanare una sorte di blitz senza precedenti, auspichiamo l’immediato dissequestro e risarcimento del peschereccio “Mina”.

Presidenza nazionale ALPAA

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