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Logo Progetto europeo READ UP - Occupazione - Nuovi modelli agricoli - Aree ruraliPROGETTO EUROPEO Réf.No: VS/2019/003/0026 finanziato dalla Commissione Europea DG Employment, Social Affairs & Inclusion

IT - Sviluppo occupazionale sostenibile e socialmente responsabile: contributo di nuovi modelli agricoli, strumento per l'integrazione e rivitalizzazione delle aree rurali

SINTESI DEL PROGETTO READ UP

In Italia, più che in altri paesi europei, esiste un'organizzazione produttiva dipendente da fattori territoriali, culturali e ambientali. È caratterizzato da uno sviluppo agricolo che rimane collegata a una molteplicità di fattori quali le reti relazionali locali, le relazioni familiari e sociali e aspetti ambientali.

Questa organizzazione permette di avere un modello agricolo più attento ai processi produttivi in ​​cui la valorizzazione del lavoro è strettamente legata a produzioni di qualità, prodotti locali e alla cura, manutenzione e salvaguardia dell’ambiente. Inoltre in Italia in cui questo modello agricolo è molto diffuso, è molto sviluppata l’agricoltura biologica.

Nonostante i cambiamenti strutturali intervenuti negli ultimi anni nell’agricoltura italiana, la presenza di piccoli agricoltori è ancora dominante. Tale caratteristica, anziché essere considerata un’opportunità cui destinare adeguata attenzione e risorse, è stata spesso percepita, anche dalle politiche dell’unione europea, come fattore di criticità in termini di modernizzazione e sviluppo della filiera agroalimentare. I dati emersi sull’equità nella distribuzione delle risorse parlano da soli, uno su tutti: il 40% dei produttori agricoli europei non riceve alcun tipo di sostegno dal primo pilastro della PAC.

In Italia, probabilmente più che in altri paesi europei, esiste un'organizzazione produttiva dipendente da fattori territoriali, culturali e ambientali caratterizzata da diverse strategie adottate dagli agricoltori, legate a una serie di fattori: reti relazionali locali, relazioni familiari e valori sociali e ambientali.

Si tratta di un'agricoltura attenta ai processi produttivi in ​​cui la valorizzazione del lavoro è strettamente legata alle produzioni di qualità, ai prodotti autentici, alla manutenzione del territorio e delle fattorie.

E’ un fenomeno solo italiano o riguarda l’agricoltura di altri paesi europei? chi sono i “piccoli agricoltori”, quelli “attivi”, meritevoli di essere non discriminati ma considerati sul piano dell’orientamento delle risorse, delle agevolazioni fiscali, e delle coperture previdenziali? Qual è la situazione in Europa? In quale misura gli “agricoltori a tempo parziale”, che noi ci ostiniamo a chiamare “figure miste”, concorrono a mantenere attiva la produzione agricola, a conservare in buon stato la terra e manutenere il territorio? Come si è sviluppato e quali caratteristiche assumono tali attività “atipiche”? Quale ruolo possono svolgere nello sviluppo di un lavoro qualificato e di qualità, concentrandosi sulla trasmissione della conoscenza e l'integrazione dei giovani? Quali prospettive offre o può destinare la PAC del futuro?

Queste alcune delle domande a cui si tenterà di dare una risposta durante la realizzazione dell’intero progetto. Domande che s’inquadrano nel più complessivo tema posto dalle istituzioni europee (Risoluzione del Parlamento: Il Futuro dell’alimentazione e dell’agricoltura) di come “riconoscere e valorizzare” il ruolo dei piccoli produttori agricoli nell’originale capacità di stimolare il mercato locale e di creare valore aggiunto maggiore rispetto alle grandi aziende.

Il modello agricolo che si vuole studiare e approfondire durante questo progetto è oggetto di particolare attenzione nella Unione Europea che sta cercando misure per sostenere la cosiddetta agricoltura familiare.

Le Istituzioni europee giustamente considerano questa tipologia di agricoltura come un modello che " è flessibile, dinamizza il mercato locale, ed è capace di originalità e di creare un maggiore valore aggiunto rispetto alle grandi aziende agricole ".

Il progetto vuole misurare tale fenomeno in un numero significativo di paesi al fine di creare le condizioni per definire una comune configurazione giuridica di tali attività: il riconoscimento dello status di una tipologia lavoristica che contribuisce a fronteggiare le sfide di una moderna agricoltura in grado di garantire la conservazione dell'ambiente, dei paesaggi, della biodiversità, del suolo, la rivitalizzazione e lo sviluppo delle aree rurali, nonché maggiore e qualificata occupazione.

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