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CORONAVIRUS: EFFETTI SUL COMPARTO FLOROVIVAISTICO

Le importanti e straordinarie misure di sostegno decise dal governo per contrastare gli effetti devastanti del coronavirus, rischiano di avere scarso effetto a favore del comparto florovivaistico.

Se le prime iniziative della Ministra alle Politiche agricole, Teresa Bellanova, rispetto alla nostra richiesta di comprendere il florovivaismo tra le misure di sostegno del decreto “Cura Italia” sono rassicuranti, riteniamo tuttavia opportuno sottolineare la specificità del comparto rispetto al settore dell’agricoltura: dai prodotti alle tecniche produttive agli strumenti d’intervento.

Basti ricordare che la PAC non ha mai considerato e non considera il florovivaismo meritevole di una propria OCM, lasciandolo ai margini degli interventi comunitari. Un aspetto critico della PAC, che ci impegniamo di rilanciare al più presto, dopo l’emergenza che stiamo vivendo, anche a livello europeo.

Nell’immediato, pur consapevoli dello sforzo immane e positivo che il governo sta facendo per affrontare una situazione pesantissima e straordinaria, evidenziamola necessità di proseguire la nostra azione di sensibilizzazione per consentire ai produttori del comparto un immediato sostegno economico proporzionato all’attività svolta.

Se non s’interviene immediatamente, in particolare i piccoli produttori rischiano di chiudere definitivamente la loro attività. Anche in tal senso esiste una specificità ad esempio per i fiori recisi: il mercato è fermo; trattandosi di prodotti deperibili,vanno smaltiti, con i relativi costi. Bisogna comunque mandare avanti il ciclo produttivo che non può essere interrotto in alcuna delle fasi (semina, innesti, trapianti), pena la possibilità stessa di riprendere l’attività: con quali risorse?

Ecco perché alle iniziative generali vanno aggiunte specifiche misure di sostegno.

Roma, 20 marzo 2020

Comunicato stampa del Presidente dell'Alpaa

Lettera al ministro Bellanova